Le emissioni in atmosfera

PERIMETRO DI RIFERIMENTO

Il perimetro del capitolo include Acea SpA, Acea Reti e Servizi Energetici, Acea Distribuzione, LaboratoRI, Acea Produzione, A.R.I.A. con i due termovalorizzatori e l’impianto di SAO. Per l’area idrica, sono incluse Acea Ato 2, Acea Ato 5, Acque, Gori, Acquedotto del Fiora, Publiacqua e Umbra Acque.

LE EMISSIONI IN ATMOSFERA

Il monitoraggio delle emissioni in atmosfera dovute agli impianti Acea, in particolare agli impianti di termovalorizzazione, è realizzato con analizzatori chimici che campionano in continuo i fumi in uscita dai camini, restituendo le misure di numerosi parametri che sono periodicamente controllate da personale interno e da laboratori esterni qualificati. Il quadro che emerge è soddisfacente, con valori dei principali inquinanti sensibilmente al di sotto dei limite di legge (vedi tabella n. 86); ciò nonostante, prosegue la ricerca di soluzioni tecnologiche sempre più performanti sotto il profilo della qualità delle emissioni.

TABELLA N. 86 - EMISSIONI IN ATMOSFERA PRODOTTE DAGLI IMPIANTI DI TERMOVALORIZZAZIONE DI SAN VITTORE DEL LAZIO (2011-2013) E DI TERNI (2013)

inquinanteparametro di riferimento D. Lgs. 133/2005u. m.201120122013
impianto San Vittore del Lazioimpianto San Vittore del Lazioimpianto San Vittore del Lazioimpianto Terni
HCl 10 mg/Nm3 1,88 0,38 0,10 4,78
NOx 200 mg/Nm3 148,17 49,25 51,01 92,13
SO2 50 mg/Nm3 4,18 0,0117 0,0217 0,41
polveri totali (particolato) 10 mg/Nm3 1,41 0,007 0,005 0,92
IPA (idrocarburi policiclici aromatici) 0,01 mg/Nm3 - 0,000024 0,000036 0,013
diossine e furani (furaniPCDD +furaniPCDDPCDF) 0,1 ng/Nm3 - 0,0385 0,0106 0,0093
metalli pesanti (Sb, As, Pb, Cr, Co, Cu, Mn, Ni, V) 0,5 mg/Nm3 - 0,00625 0,00847 0,0069

Presso il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio, a completamento del quadro informativo, si è anche provveduto al monitoraggio della qualità dell’aria nei punti di maggiore ricaduta degli inquinanti emessi dai camini e al controllo dello stato di qualità dei terreni e delle acque di falda circostanti l’impianto.
In particolare, presso le due centraline fisse poste nel comune di San Vittore del Lazio e nel comune di Cervaro sono stati monitorati in continuo i parametri PM10, NOx, polveri totali e i parametri meteoclimatici caratteristici. I dati sono disponibili per consultazione online nel sito www.acea.it/sportelloaria/. Nel 2013, presso le due centraline, sono state anche effettuate due campagne di monitoraggio, di 15 giorni ciascuna, per la determinazione dei metalli pesanti.
Sulle centraline mobili sono stati monitorati in discontinuo, con frequenza semestrale e con campagne della durata di 15 giorni ognuna, i parametri PM10, PM2.5, polveri totali per la determinazione dei metalli pesanti, le diossine, gli IPA e i furani. Anche presso le centraline mobili, in adeguamento ai disposti normativi, si è svolto il monitoraggio per la determinazione dei metalli pesanti.
I risultati di tutte le campagne di monitoraggio, con centraline fisse o mobili, non hanno evidenziato superamenti dei valori soglia dei parametri ricercati.

I MICROINQUINANTI ATMOSFERICI E IL PARTICOLATO

In Europa l’inquinamento atmosferico provoca circa 400.000 decessi prematuri all’anno ed effetti negativi sulla salute di una popolazione molto vasta, più o meno gravi a seconda del Paese.

I principali “responsabili” dell’inquinamento atmosferico, sono:

Acido cloridrico (HCl): è un gas incolore e dall’azione irritante, si forma dalla combustione di materiali contenenti cloro, come le plastiche a base di PVC. È tossico se inalato ad alte concentrazioni.

Particolato (PM): è costituito da particelle sottili aventi origine naturale (tempeste di polvere, incendi boschivi, spruzzi marini) o artificiale (utilizzo di combustibili fossili nei veicoli a motore e nelle centrali elettriche, ecc.). Ne fanno parte il PM10 e il PM2.5, particelle cioè di diametri ultrasottili (fino 10 µm e fino a 2,5 µm) e la fuliggine (o nerofumo).

Ossidi di azoto (NOx): sono una miscela dei due ossidi: NO e NO2 derivanti dalla combustione ad alta temperatura di qualsiasi materialecombustibile che bruci in presenza di azoto (aria). Sono visibili sotto forma di nebbia color marrone nelle zone urbane e, oltre ad essere dannose per inalazione nei confronti dell’uomo, contribuiscono al fenomeno delle piogge acide.

Ossidi di zolfo (SOx): sono una miscela di tre ossidi: SO, SO2 e SO3 derivanti soprattutto dalla combustione di combustibili contenenti zolfo,come impurezza. Sono dannosi per l’uomo e causano le piogge acide.

Idrocarburi policiclici aromatici (IPA): costituiscono una vasta classe di composti organici, la cui caratteristica molecolare è la presenza di due o più anelli uniti tra loro. Si formano nelle reazioni incomplete di combustione di sostanze organiche e presentano potenziale carcinogenico più o meno accentuato in funzione della particolare sostanza.

Diossine e furani: con il termine generico di diossine si indica un gruppo di 210 composti chimici aromatici policlorurati, ossia formati da carbonio, idrogeno, ossigeno e cloro, divisi in due famiglie: dibenzo-p-diossine (PCDD o propriamente “diossine”) e dibenzo-p-furani (PCDF o “furani”). Si tratta di sostanze per lo più di origine antropica, particolarmente stabili e persistenti nell’ambiente, tossiche per l’uomo e per gli animali. Si formano nelle reazioni di combustione, soprattutto se incontrollate.

Metalli pesanti: sono emessi nelle combustioni sotto forma di particolato, presentano una tossicità che dipende dalle loro caratteristiche di solubilità in acqua, cioè dalla loro capacità di essere assunti, assorbiti o metabolizzati dagli esseri umani.

Fonte: il testo è tratto da: Le prove importanti delle conseguenze dell’inquinamento atmosferico sulla salute incitano a richiedere linee guida più severe, p. 7, L’Ambiente per gli Europei, Supplemento settimana verde 2013.

Per mantenere le emissioni di inquinanti in atmosfera a livelli bassi esistono molte soluzioni tecnologiche affidabili ed efficienti. Acea, ispirata al principio di precauzione, ha scelto per i propri termovalorizzatori quelle più all’avanguardia, dotando le linee fumi di sistemi di trattamento che, per rilevanza tecnologica e impegno gestionale, rappresentano la parte preponderante dell’interocomplesso industriale. Inoltre, la ormai consolidata attitudine a lavorare secondo norme gestionali UNI EN ISO 14001 (Sistemi di Gestione Ambientale) spinge, in fase annuale di programmazione degli obiettivi di miglioramento, verso target di contenimento degli inquinanti alle emissioni sempre più sfidanti.

I SISTEMI DI TRATTAMENTO PRESSO IL TERMOVALORIZZATORE DI SAN VITTORE DEL LAZIO

L’impianto è dotato di tecnologie di trattamento e disinquinamento dei fumi particolarmente efficaci per la salvaguardia dell’ambiente e della salute umana.

Il sistema di abbattimento fumi, realizzato per ognuna delle linee di termovalorizzazione, è costituito dai seguenti componenti:

  • un “elettrofiltro, che rappresenta il primo stadio di trattamento dei fumi provenienti dalla caldaia consentendo l’abbattimento delle ceneri di caldaia per la loro successiva raccolta ed eliminazione periodica;
  • un “reattore a secco, che utilizza bicarbonato di sodio e carbone attivo per l’abbattimento degli inquinanti acidi, dei metalli pesanti, delle diossine e furani;
  • un “filtro a maniche, che rappresenta il secondo stadio di filtrazione dei fumi per trattenere il particolato a granulometria più fine. Il filtro durante il suo funzionamento si ricopre di uno strato solido di materiale trattenuto, che funge da adsorbitore nei confronti delle sostanze inquinanti, migliorando ulteriormente le performance complessive del sistema di abbattimento. I solidi raccolti nei filtri a maniche, vengono accumulati in appositi silos ed eliminati periodicamente;
  • un sistema per l’abbattimento degli ossidi di azoto (NO ), denominato DENOX, che sfrutta una reazione di conversione con ammoniaca, cheproduce come risultato azoto;
  • un ventilatore, infine, che assicura la giusta velocità dei fumi di combustione nel loro movimento attraverso la caldaia e la sezione depurazione/filtrazione, permettendo il loro scarico in atmosfera attraverso un camino alto circa 50 metri.

LA DEPURAZIONE DEI FUMI PRESSO IL TERMOVALORIZZATORE DI TERNI
La depurazione dei fumi prodotti dalla termovalorizzazione del pulper avviene in una sezione costituita da:
• un’area di lavaggio a secco dei fumi mediante dosaggio di bicarbonato di sodio;
• un “filtro a maniche” per la depolverazione.
I fumi in uscita dalla caldaia entrano nella sezione di depurazione dei gas acidi (HCl, SO2 e HF). Tale sezione è costituita da un reattore cilindirico concentrico, all’ingresso del quale viene iniettato bicarbonato di sodio. La corrente dei fumi genera la turbolenza necessaria a creare la miscelazione ottimale. Nella corrente gassosa vengono anche iniettati carboni attivi, necessari per l’abbattimento di metalli pesanti, diossine e furani. Il reattore consente un tempo di permanenza dei fumi ampiamente superiore ai 3 secondi, ideale per il completamento della reazione dei gas acidi con il bicarbonato. I fumi percorrono il canale centrale del reattore in direzione ascendente, per poi discendere lungo il canale esterno.
I fumi vengono poi filtrati attraverso il filtro a maniche e le polveri separate inviate ai silos di raccolta tramite nastro trasportatore.

Una considerazione particolare in tema di emissioni in atmosferadeve essere riservata all’anidride carbonica (CO2).
Questo gas incolore, inodore e del tutto innocuo per l’uomo è, insieme all’acqua, il principale prodotto della reazione chimica di combustione degli idrocarburi (CnHm), cioè dei combustibili fossili:

CnHm + (n+m/2)O2 > n CO2 + m/2 H2O

La sua problematicità deriva dal fatto che trattiene il calore del sole nell’atmosfera, riscaldando il Pianeta. Al di sotto di certi limiti (circa 350 parti per milione), la presenza di anidride carbonica nell’aria è addirittura indispensabile per il mantenimento di una temperatura compatibile con la vita sulla Terra; senza piccole quantità di questo gas, infatti, la temperatura dell’atmosfera sarebbe proibitivamente bassa. Tuttavia, al crescere della sua concentrazione, l’effetto serra che ne deriva può provocare un eccessivo riscaldamento dell’aria con l’insorgenza di fenomeni climatici imprevedibili e spesso drammatici per la violenza dell’energia che sono in grado di liberare.
Acea, come già accennato nel paragrafo Azioni per salvaguardare il clima, ha provveduto a quantificare le proprie emissioni di CO2 valutando la carbon footprint dei suoi singoli macro processi produttivi secondo le linee guida del “Greenhouse Gas Protocol” (www.ghgprotocol.org). Nella tabella n. 87 sono riportati i valori
totali, risultati dal lavoro di stima per l’anno di riferimento 2013.

TABELLA N. 87- LE EMISSIONI DI ANIDRIDE CARBONICA DEL GRUPPO ACEA (2013)

tipologia di emissione CO2 (GHG Protocol)(t)
emissioni scope 1 (emissioni dirette) 229.574
emissioni scope 2 (consumo di elettricità) 232.000
emissioni totali CO2 Gruppo Acea 2013 461.574

NB: le emissioni dirette (scope 1) includono gli impianti di A.R.I.A., Acea Reti e Servizi Energetici, Acea Produzione, l’Autoparco (tabella n. 83) e le emissioni da riscaldamento (uffici Holding). Le emissioni indirette (scope 2) includono le società: A.R.I.A., Acea Produzione, Acea Distribuzione, Acea Reti e Servizi Energetici, Acea SpA e le società idriche incluse nel perimetro di rendicontazione del capitolo, per la sola quota parte di proprietà Acea.
Come fattore di emissione per unità di energia elettrica consumata (t CO2/MWh), si è utilizzato il valore 0,20 calcolato sulla base del mix combustibili nazionale al 2012 (Relazione annuale 2012 del GME) e dei coefficienti di emissione CO2 per singola fonte stabiliti con Decisione UE 2007/589/CE.

Il quadro mostra una sostanziale parità dei contributi dovuti alle emissioni “indirette” (scope 2), legate ai consumi di energia elettrica, e “dirette” (scope 1), che trovano origine da processi di combustione, inclusa la generazione termoelettrica, la termovalorizzazione dei rifiuti, i trasporti, il riscaldamento degli uffici ecc. Nel 2013 le emissioni “dirette” hanno subito una sensibile crescita rispetto al 2012 (+74% circa) a causa dell’aumento di produzione da termovalorizzazione, conseguenza del rientro in esercizio del termovalorizzatore di Terni. Quest’ultimo, insieme a Montemartini e Tor di Valle, è uno dei tre impianti di generazione termoelettrica soggetti all’Emission Trading Scheme (ETS). Le quote assegnate nel quadro del PNA (Piano Nazionale di Allocazione), rispetto alle emissioni effettive registrate nel triennio 2011-2013, sono riportate nella tabella n. 88.

TABELLA N. 88 – QUOTE DI EMISSIONE CO2 DA PIANO NAZIONALE DI ALLOCAZIONE (PNA) ED EMISSIONI EFFETTIVE PER CENTRALE (2011-2013)

201120122013
assegnate da PNAeffettiveassegnate da PNAeffettiveassegnate da PNAeffettive
Tor di Valle 235.788 26.089 235.788 23.377 13.502 29.060
Montemartini 1.218 4.762 609 1.988 0 1.344
Termovalorizzatore di Terni -- -- -- -- 0 97.329

NB: il termovalorizzatore di Terni è rientrato in completo esercizio, dopo repowering, nel 2013. Il dato di emissioni effettive è stimato.

Nella tabella n. 89 sono riportati i principali inquinanti emessi in atmosfera (CO, NOx, SOx, polveri) dagli impianti del Gruppo, al netto dei contributi dovuti ai principali processi produttivi:

TABELLA N. 89 - LE EMISSIONI TOTALI DI INQUINANTI IN ATMOSFERA PRODOTTE DAGLI IMPIANTI DEL GRUPPO ACEA (2011-2013)

emissioni201120122013
(t)
CO 6,74 10,12 9,94
NOx 95,79 96,76 155,03
SOX 0,71 0,04 0,23
polveri (particolato) 0,32 0,05 0,46

NB: le emissioni si riferiscono alle società: A.R.I.A. e Acea Produzione.

Si segnala inoltre che i monitoraggi eseguiti su tutti gli impianti a rischio103 hanno dimostrato l’assenza di emissioni in quantità apprezzabili di sostanze responsabili della riduzione della fascia di ozono.

L’AUTOPARCO DEL GRUPPO
In coerenza con l’impegno nell’abbattimento delle emissioni in atmosfera, Acea presta un’attenzione specifica al rinnovamento del parco autoveicoli aziendale (composto da circa 2.500 unità), che nel 2013 è proseguito senza rallentamenti, sostituendo le vetture più obsolete con modelli di ultima generazione.
Il risultato di questa politica è stato, anche per il 2013, l’abbassamento dell’età media dei veicoli circolanti e la conseguente diminuzione delle emissioni sia degli inquinanti principali, sia di anidride carbonica.
Un contributo positivo, per quanto ancora marginale, è stato fornito dai 43 veicoli elettrici in esercizio presso le squadre operative (per approfondimenti si veda il Bilancio ambientale).
Acea Distribuzione, infatti, dal 2012 ha dato in uso alle proprie unità operative, dislocate sul territorio, 43 veicoli leggeri “full electric”, con l’obiettivo di sperimentare sul campo in condizioni reali la compatibilità delle prestazioni tecniche dei veicoli stessi con le esigenze operative e, al tempo stesso, per acquisire dati affidabili e specifici sulle condizioni di impiego. In particolare, è stato implementato un processo di monitoraggio dell’utilizzo dei veicoli per rilevare: percorrenze giornaliere massime e medie, consumo specifico (in termini di km/ kWh), affidabilità/problemi dei veicoli, costi per la manutenzione, stima delle emissioni di CO2 evitate, coefficienti di utilizzo su base mensile dell’energia accumulata nelle batterie, ecc. Inoltre, nell’ambito del progetto sullo sviluppo della mobilità elettrica a Roma, Acea Distribuzione ha installato e messo in opera, grazie alla conclusione dei primi iter autorizzativi, le prime 12 stazioni di ricarica per veicoli elettrici, il cui utilizzo potrà fornire dati utili sul funzionamento del sistema, incluse problematiche legate alla connessione delle stazioni di ricarica alla rete elettrica di bassa tensione e alle barriere che, in prospettiva, potrebbero ostacolare la diffusione di queste nuove tecnologie.

TABELLA N. 90 - LE EMISSIONI DI INQUINANTI IN ATMOSFERA PRODOTTE DALL’AUTOPARCO ACEA (2011-2013)

emissioni da autotrazione201120122013% 2913/2012
(t)
CO2 2.699 3.993 3.166,6 -20,7
NOx 4,8 7,9 6,4 -19,0
CO 28,0 39,5 30,7 -22,3

103 Soprattutto impianti di condizionamento che utilizzano come gas refrigerante sostanze soggette al protocollo di Montreal del 1987, in particolare clorofluorocarburi.