Le attività nel Lazio centrale: sorgenti e aree protette

Nella Roma antica, per l’approvvigionamento idrico della città si privilegiava la costruzione di imponenti acquedotti, alimentati da sorgenti incontaminate che si trovavano spesso a grande distanza dal centro abitato. In tal modo si evitavano i problemi di inquinamento, tipici dello sfruttamento di risorse locali, e le conseguenti temute epidemie.

Ancora oggi il Gruppo, tramite la società Acea Ato 2, adotta un approccio simile, con il risultato di aver reso Roma una delle poche grandi metropoli al mondo che possono vantare disponibilità abbondante di risorsa idrica che non richiede alcun trattamento preliminare di potabilizzazione, essendo di qualità eccellente sin dalla sua origine.

Il sistema di approvvigionamento che presiede a questo importante servizio, reso all’intera provincia di Roma, si basa su otto grandi acquedotti per uno sviluppo complessivo di oltre 200 km di rete (ai quali si aggiungono altri 1.341 km di rete di adduzione e 9.618 km di rete di distribuzione di acqua potabile), e una portata che raggiunge i 20.000 litri/secondo. Ad integrazione di questo patrimonio di inestimabile valore ci sono alcuni campi pozzo e la riserva costituita dal lago di Bracciano, utilizzata solo in caso di emergenza.

Consapevole della fragilità degli ecosistemi che presiedono al continuo rinnovamento della risorsa idrica, Acea pone la più grande attenzione alla sua tutela e alla sua salvaguardia, seguendo scrupolosamente le disposizioni del D. Lgs. n. 152/2006, che all’art. 94 disciplina le modalità di protezione delle aree in cui sono presenti acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano.
La tabella n. 74 riporta la locazione e la superficie in metri quadri delle aree sottoposte a tutela. 

TABELLA N. 74 - LE PRINCIPALI FONTI SOTTO TUTELA NELL’ATO 2 – LAZIO CENTRALE

area sensibileubicazionesuperficie (m2)
sorgenti Peschiera comune di Cittaducale (Rieti, Lazio) 598.530
sorgenti Le Capore comune di Frasso e Casaprota (Rieti, Lazio) 586.600
sorgente Acqua Marcia comuni di Agosta-Arsoli-Marano Equo (Roma) 3.519.600
sorgente Acquoria comune di Tivoli (Roma) 10.050
Acqua Felice - sorgenti Pantano comune di Zagarolo (Roma) 441.280
sorgenti Pertuso (*) comune di Trevi – Filettino (Lazio) 77.740
sorgenti Doganella comune di Rocca Priora (Roma) 350.000
sorgenti Acqua Vergine comune di Roma 500.000
pozzi Torre Angela comune di Roma 50.300
pozzi di Finocchio comune di Roma 31.153
NB: Le aree di salvaguardia delle sorgenti di Vallepietra sono allo studio della Regione, le proposte delle aree di salvaguardia dei pozzi ex Casmez e della Doganella sono state completate per essere sottoposte all’approvazione della Regione. A seguito della Delibera della G.R. n. 537 del 2 novembre 2012, sono state individuate nuove aree di salvaguardia per le sorgenti nella zona di captazione dei Colli Albani (Acqua Felice – Sorgenti Pantano, Sorgenti Acqua Vergine, Pozzi Torre Angela, Pozzi Finocchio). Le nuove superfici (ampliamenti) non sono al momento quantificabili.
(*) In condizioni di normalità le sorgenti del Pertuso sono utilizzate dall'Enel per la produzione di energia elettrica, mentre le sorgenti nel Comune di Vallepietra e quella del Ceraso contribuiscono all'alimentazione della rete acquedottistica del Simbrivio. In caso di carenza idrica stagionale è necessario attingere anche al Pertuso, interrompendo la produzione di energia elettrica. Tale procedura è regolamentata da apposita ordinanza emanata dal Commissario per l'emergenza idrica del Simbrivio.

Per quanto riguarda la risorsa non potabile, essa è fornita da fonti di approvvigionamento di qualità meno pregiata e distribuita attraverso una specifica rete di distribuzione di Roma dedicata all’innaffiamento di parchi e giardini.