Indicatori economici generali

I risultati conseguiti nel 2013 si dimostrano superiori alle attese di mercato, confermando il ruolo di Acea quale attore fondamentale nel comparto dei servizi pubblici locali.
I principali indicatori di bilancio evidenziano una crescita marcata: a fronte di ricavi che, nonostante il quadro congiunturale ancora debole, si attestano sui livelli dell’anno precedente (3.570,6 milioni di euro, -1,2% sul 2012), il margine operativo lordo passa a 776 milioni di euro (+10,2% sul 2012) e il risultato operativo sale a 383,8 milioni di euro (+30,6% sul 2012), conseguendo un utile di gruppo di circa 142 milioni di euro (+83,3% sul 2012).

TABELLA N. 6 - I PRINCIPALI DATI ECONOMICI E PATRIMONIALI DEL GRUPPO ACEA (2012-2013)

(IN MILIONI DI EURO) 2012 2013
ricavi netti 3.612,7 3.570,6
costo del lavoro 282,0 279,5
costi esterni 2.635,3 2.525,0
costi operativi 2.917,3 2.804,5
margine operativo lordo (EBITDA) 695,2 766,1
risultato operativo (EBIT) 293,8 383,8
gestione finanziaria (120,6) (97,4)
gestione partecipazioni 0,9 (4,8)
risultato ante imposte 174,1 281,6
imposte sul reddito 88,8 128,3
risultato netto 85,3 153,2
utile/perdita di competenza di terzi 7,9 11,3
risultato netto del Gruppo 77,4 141,9

I ricavi consolidati del 2013 sono di 3.570,6 milioni di euro (3.612,7 milioni di euro nel 2012). Nella filiera energia i proventi pari a 2.414,2 milioni di euro, in linea con i valori del 2012, sono determinati dal saldo tra i minori ricavi della vendita, compresa quella da fotovoltaico, e gli incrementi del fatturato per le attività di trasporto e misura e di generazione di elettricità e calore. La vendita di gas si attesta a 60 milioni di euro circa (+12,6% rispetto ai 53,4 milioni del 2012).
Si evidenzia il decremento complessivo dei ricavi da certificati (certificati bianchi9, verdi10 e diritti CO211), che si portano a 16,4 milioni di euro circa (-56,2% rispetto ai 37,4 milioni del 2012), imputati essenzialmente alla cessazione degli interventi per la produzione di titoli di efficienza energetica. L’illuminazione pubblica e cimiteriale genera circa 68,4 milioni di euro di ricavi (79,8 milioni di euro nel 2012).
I servizi ambientali (trattamento rifiuti, gestione discarica, produzione compost e CDR) conseguono ricavi per circa 35 milioni di euro, in crescita di circa 3 milioni di euro sul 2012.
I ricavi delle gestioni idriche in Italia e all’estero sono di 819,8 milioni di euro, registrando un calo dell’1,2% rispetto agli 830,2 milioni di euro del 2012, essenzialmente dovuto alla scadenza naturale del contratto di Aguazul Bogotà in Colombia.
Il margine operativo lordo (MOL o EBITDA) è di 766,1 milioni di euro12, in crescita del 10,2% (695,2 milioni di euro nel 2012) grazie al contributo di tutte le aree industriali e agli interventi di efficientamento messi in atto dalla capogruppo. Esclusa l’area corporate, alla formazione del valore complessivo concorrono:

  • l’area industriale Idrico, per il 48%, con 372,5 milioni di euro (340,6 milioni nel 2012), sui quali incide il riconoscimento della componente tariffaria FNI (Fondo nuovo investimenti), spettante per gli anni 2012 e 2013 laddove deliberato dai competenti Enti d’Ambito;
  • l’area industriale Reti, per il 34%, con 257,3 milioni di euro (260,7 milioni di euro nel 2012);
  • l’area industriale Energia per il 12%, con 90,7 milioni di euro (61 milioni di euro nel 2012), grazie al miglioramento dei margini commerciali, ai maggiori ricavi per certificati verdi e alle maggiori quantità di energia prodotta;

9 Decreti Ministeriali del 20 luglio 2004 hanno introdotto nella legislazione italiana il sistema dei cosiddetti certificati bianchi, (Titoli di Efficienza Energetica-TEE), prevedendo che i distributori di energia elettrica e gas naturale debbano raggiungere annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, attraverso la realizzazione di progetti di efficienza energetica. Il decreto interministeriale del 28 dicembre 2012 ha stabilito gli obiettivi fino al 2016, trasferendo la responsabilità della certificazione dei risparmi conseguiti dall’AEEG al GSE. 

10 I certificati verdi hanno rappresentano fino al 2012 lo strumento di incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili (esclusa la fotovoltaica) secondo le previsioni del D. Lgs. n. 79/99 (decreto Bersani). Tale modello è stato superato dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico 6/6/2012 di attuazione dell’art. 24 del D. Lgs. n. 28/11. L’incentivo riconosciuto alla produzione di energia da impianti alimentati dalle suddette fonti rinnovabili, di potenza nominale superiore a stabiliti valori soglia ed entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013, è aggiudicato sulla base di aste al ribasso gestite dal GSE. Le procedure d’asta prevedono un valore dell’incentivo comunque riconosciuto, determinato tenendo conto delle esigenze di rientro degli investimenti effettuati. 

11 L’Emission Trading System (Direttiva 2003/87/CE) è uno strumento amministrativo, vigente in ambito comunitario, per incentivare le produzioni industriali a ridotte emissioni di gas ad effetto serra (CO2). Gli impianti di produzione ricadenti nell’ambito della Direttiva, recepita in Italia con il D. Lgs. n. 216/2006, ricevono ad inizio anno un permesso ad emettere una quantità massima di CO2 in rapporto a vari fattori, tra cui la tecnologia utilizzata: ricevono permessi più capienti gli impianti tecnologicamente più avanzati. L’anno seguente, dopo la verifica delle emissioni effettive, il gestore dell’impianto dovrà acquistare sul mercato eventuali quote di CO2, nel caso di superamento dei tetti assegnati, o potrà vendere le quote di CO2, eventualmente non emesse rispetto al corrispettivo assegnato. Si instaura così un meccanismo di mercato, premiante per gli impianti che emettono sotto un benchmark di settore e penalizzante per quelli che superano il benchmark.


  • l’area industriale Ambiente per il 6%, con 48,4 milioni di euro, sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente (49,3 milioni di euro nel 2012).

GRAFICO N. 5 - CONTRIBUTO DELLE AREE INDUSTRIALI ALL'EBITDA COMPLESSIVO (2012-2013) 

Contributo aree industriali Ebitda

Il risultato operativo (EBIT) è di 383,8 milioni di euro, in crescita del 30,6% rispetto all’esercizio precedente (293,8 milioni di euro). L’EBIT è determinato dal valore degli ammortamenti, accantonamenti e svalutazioni che si attestano a 382,3 milioni di euro, in contrazione di 19,9 milioni di euro rispetto al 2012. Tale variazione positiva è dovuta principalmente alla riduzione degli ammortamenti, imputati agli impianti di rete di Acea Distribuzione, e alla diminuzione degli accantonamenti a fondi rischi effettuati nell’anno, solo in parte bilanciate dai maggiori stanziamenti relativi al personale (esodo e mobilità) e agli oneri collegati agli obiettivi di efficientamento energetico di Acea Distribuzione.

TABELLA N. 7 - DATI PATRIMONIALI E POSIZIONE FINANZIARIA NETTA DEL GRUPPO ACEA (2012-2013)

(IN MIGLIAIA DI EURO) 31.12.2012 31.12.2013
attività (passività) finanziarie non correnti 2.060 2.461
attività (passività) finanziarie non correnti infragruppo 30.899 32.328
debiti e altre passività finanziarie non correnti (2.211.609) (2.507.623)
posizione finanziaria a medio/lungo termine (2.178.650) (2.472.834)
disponibilità liquide e titoli 423.771 589.483
debiti verso banche a breve (753.850) (466.245)
attività (passività) finanziarie correnti (56.898) (141.455)
attività (passività) finanziarie correnti infragruppo 70.149 22.860
posizione finanziaria a breve termine (316.828) 4.643
totale posizione finanziaria netta (2.495.478) (2.468.192)
patrimonio netto 1.316.060 1.405.439
capitale investito 3.811.538 3.873.631

I risultati dell’anno influiscono positivamente sugli indici di redditività sia del capitale proprio (ROE) che del capitale investito (ROIC).

TABELLA N. 8 - I PRINCIPALI INDICATORI DELLA REDDITIVITÀ (2011-2013)

201120122013
reddittività del capitale proprio
ROE=Risultato d'esercizio dopo le Imposte/patrimonio netto 7,1% 5,9% 10,1%
ROIC pre tax= Risultato operativo (EBIT)/capitale investito 6,1% 7,1% 9,9%